Ricerca

Webcams

Webcam Welschnofen

Richiesta camere

Arrivo:
Partenca:
   
110 Jahre Dolomitenstrasse
Patrimonio naturale del umanita dolomiti unesco rosengarten catinaccio latemar

Ricerca camere libere

Situatione piste e neve

L'attuale situazione della neve e delle piste nella sciarea Carezza

situatione piste e neve

 

Previsione del tempo

17°C (Mattina)
Sole: 100%
Ghiaccio oltre: 4000m

previsione

Iscrizione alla newsletter

Nome:

E-Mail:

Annullare l'iscrizione Newsletter

E-Mail:

Welschnofen » Informazioni » Patrimonio Naturale

L’UNESCO dichiara le DOLOMITI con Catinaccio e Latemar “Patrimonio Naturale dell’Umanità”

In data 26 Giugno 2009, l’UNESCO ha inserito le montagne calcaree situate nel nordest d’Italia nella lista dei più bei paesaggi del mondo. Con questo atto, le Nazioni Unite hanno riconosciuto ufficialmente tramite la propria organizzazione per l’educazione, la scienza e la cultura, le peculiarità e l’unicità delle Dolomiti. Adesso le Dolomiti, con le loro note cime del Catinaccio, della Marmolada, delle Tre Cime di Lavaredo, per citarne solo alcune, sono riconosciute a ragione fra le montagne più belle della Terra.

Video delle Dolomiti

Il Catinaccio nelle Dolomiti

Il Gruppo del Catinaccio (in tedesco Rosengarten, ladino Ciadenac, Ciadenáze), dal 2003 fa parte del Parco naturale Sciliar-Catinaccio. Si tratta di un massiccio che si affaccia sulla Valle di Tires con la località Tires, sulla Val d’Ega con Nova Levante ad oriente e sulla Valle di Fassa ad occidente. Il Catinaccio si estende su una superficie lunga 8 km, con il Massiccio dello Sciliar a nord ed il Passo di Carezza a sud.

La cima più alta è il Catinaccio d’Antermoia (ted. Kesselkogel), con un’altitudine di 3004 metri. Si raggiunge percorrendo una via ferrata che parte dal Passo Principe/Grasleiten. I primi a conquistarne la vetta, nel lontano 1873, furono gli inglesi C. Comyn Tucker e T. H. Carson, accompagnati dalla guida alpina A. Bernard. Il Catinaccio d’Antermoia è la cima preferita dagli escursionisti, i quali raggiungono la sua vetta prelidigendo tra i due tracciati esistenti, lo stesso percorso a suo tempo dai primi ascensionisti. Il panorama vasto e spazioso che si gode dal Catinaccio d’Antermoia è senza dubbio uno dei più incantevoli delle Dolomiti.

La vetta principale del massiccio è la Cima Catinaccio. Con I suoi 2.981 m è soltanto seconda in altitudine, ma non ha nulla da invidiare al Catinaccio d’Antermoia, essendo piazzata proprio al centro del maestoso massiccio. La Cima Catinaccio si estende per 1 km da nordest a sudovest, vantando sulla sua cresta a nord la Punta Emma (2.919 m), Cima Principale (2.981 m) e Cima Sud (2.913 m). La parete più imponente e ripida, alta ben 600 m, è senza dubbio quella del versante orientale.

La prima ascesa della Cima Catinaccio ebbe luogo il 31 agosto 1874, ad opera degli inglesi Comyns Tucker und T. H. Carson accompagnati dalla guida alpina Francois Devouassoud. La loro scalata dette origine all’odierno sentiero che si inerpica sul versante occidentale, attraversando la cresta settentrionale. La partenza del sentiero sopra citato è raggiungibile tramite il sentiero Passo Santner, partendo dal rifugio A. Fronza delle Coronelle, oppure da est seguendo un sentiero che parte dalla Valle del Vajolet.

Le sei Torri di Vajolet sono delle bizarre formazioni rocciose nel centro della catena del Catinaccio. Confinano a nord con il Passo Vajolet (2459 m) e a sud con il Passo di Re Laurino (2627 m). Sono suddivise in tre torri meridionali e tre torri settentrionali, con in mezzo la Torre Winkler (2650 m). Entrambe gli schieramenti si innalzano a loro volta su due singoli basamenti. Le tre torri meridionali godono di fama internazionale e vantano la migliore composizione rocciosa.

back top
 
facebook.comblogmarksdel.icio.usdigg.comgoogle.comMister WongWebnews